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Policlino Abano Terme
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Terapia farmacologica

Un aiuto importante per curare l’obesità possono essere i farmaci anti-obesità, è bene premettere che qualsiasi farmaco da solo non basta a risolvere il problema del peso, ne cura le cause dell’obesità, come per tutte le altre soluzioni occorre la collaborazione del paziente e la costanza nell’applicare le cure e le terapie.

I farmaci anti-obesità devono essere prescritti dal medico esperto in terapia della obesità, dopo attenta valutazione della salute generale e durante la terapia con questo tipo di farmaci sono necessari ripetuti controlli al fine di prevenirne gli effetti collaterali.

Molti farmaci in grado di attenuare il senso di fame con un azione diretta sul sistema nervoso centrale [Fenfluramina (Ponderal), Dexfenfluramina (Isomeride), Dietilpropione (Tenuate Dospan), sono stati negli ultimi anni progressivamente ritirati dal commercio per SOSPETTO DI pericolosità. E’ bene comunque ricordare che alcuni di questi farmaci sono stati impiegati su milioni di pazienti per decine di anni!

Attualmente i medici che si occupano di Obesità, possono prescrivere come aiuto alla dieto-terapia:

Orlistat (riduce del 30 % assorbimento dei grassi, si può usare anche per 5 anni consecutivi . (Torgerson JS, Hauptman J, Boldrin MN, Sjostrom L., Diabetes Care. 2004 Jan;27(1):155-61)

Sibutramina (aumenta la sazietà e accelera moderatamente la ossidazione dei grassi, impiegato anche per due anni consecutivi (rif.: “Combinazione della terapia comportamentale e della terapia farmacologica: è la strategia che dovremmo adottare per il trattamento dell’obesità?” a cura di R. Dalle Grave e E. Di Flaviano, Emozioni e cibo, anno 2006 n.17.) (SOSPESA)

Fluoxetina (antidepressivo con indicazioni anche per la bulimia)

Fendimetrazina (unico vero anoressizzante ad azione centrale) (SOSPESA)

Antiadiposo (stimolante del metabolismo con scarsa documentazione scientifica)

Bupropione (antidepressivo, antitabagico, ha documentata azione anti compulsiva)

Clorazepato di potassio (ansiolitico, viene impiegato per diminuire la alimentazione emotiva)

L-Carnitina (integratore stimolante del metabolismo)

Piruvato di Calcio (integratore stimolante del metabolismo)

Zonisamide (antiepilettico che agisce come anti-fame)

– Topiramato (antiepilettico con documentata azione anti-bulimia)

Acido Deidrocolico (azione lassativa )

Metformina (ipoglicemizzante con prova azione anoressizante)

ANFETAMINE E ANFETAMINOSIMILI

Come funzionano?

Le anfetamine agiscono sull’attività dei neurotrasmettitori che sono le sostanze chimiche prodotte dal nostro cervello per favorire la comunicazione degli impulsi tra le cellule nervose, importanti per il nostro comportamento e il nostro umore.
I neurotrasmettitori sono: l’adrenalina, la noradrenalina, la dopamina, l’acetilcolina e la serotonina. Le anfetamine spostano la soglia della fatica, diminuiscono molto le sensazioni della stanchezza della fame e del sonno, aumentano la capacità di concentrarsi, esaltano l’umore e portano una ventata di allegria.
Le anfetamine note dal 1887 come sostanze di sintesi, vengono utilizzate per la loro azione contro la fatica solo nel 1940 da due ricercatori tedeschi.
In seguito anche gli americani continuarono a studiarle e sperimentarle sui soldati al fronte che potevano marciare a lungo ignorando la fatica e il dolore, affrontando le battaglie con energia e sicurezza.
Diventarono poi di uso frequente tra gli studenti per affrontare meglio gli esami, i camionisti costretti a lunghi viaggi oltre i limiti della stanchezza, e gli sportivi per migliorare le prestazioni agonistiche. In ultimo l’impiego di queste sostanze nel campo dietetico come farmaci anoressizzanti, con un limite purtroppo! Questi farmaci tendono a perdere l’efficacia nell’arco di 4-6 mesi, se non ci fosse il controllo medico potrebbe accadere che il paziente tenda ad aumentarne le dosi con gravi conseguenze.

ELENCO DELLE ANFETAMINE:

Destro-amfetamina

Metil-amfetamina

Dimetil-amfetamina

Etilam-fetamina

Fenmetrazina (Preludin)

Propil-esedrina (Benzedrex)

Ciclopentamina

MOLECOLE ANFETAMINOSIMILI:

Fenfluramina (SOSPESA)

Norfenfluramina

Benzfetamina (Didrex)

Metossifenamina (Orthoxine)

Fendimetrazina (SOSPESA)

Fentermina (Adipex)

Mefentermina (Wyamina)

Efedrina

Efedra

Norefedrina (Baby-rinolo, Triaminic)

Benzefedrina (Novafed)

Dexfenfluramina (SOSPESA)

FEN-PHEN:

la terapia made in USA accusata di danneggiare il cuore

Fen-phen. Una sigla che negli Stati Uniti rappresenta una sorta di formula magica per chi vuole uscire dall’obesità, vera o presunta che sia. Quasi un fenomeno di costume, del quale si sono occupati più spesso quotidiani e news magazine piuttosto che le riviste scientifiche. Con fen-phen si intende la somministrazione in associazione di fenfluramina, e più tardi di dexfenfluramina (Isomeride), e di fentermina. Da una parte, dunque, un serotoninergico in grado di ridurre l’appetito, dall’altra un dopaminergico agonista dell’effetto anoressizzante capace di aumentare il dispendio energetico. Un impiego di entrambe le sostanze peraltro considerato “off label” cioè estraneo alle indicazioni per le quali i farmaci erano stati singolarmente approvati a loro tempo (il che significa una ventina di anni fa per fentermina e fenfluramina e il 1996 per la dexfenfluramina).

A chi spetti la paternità di questo trattamento non è sicuro, anche se la maggioranza dei commentatori indica in Pietr Hitzig, laureato a Harvard, lo scopritore. Hitzig proclama di detenere due brevetti intitolati al “Fen-Phen” e di essere coautore di due protocolli di ricerca del National Institute of Drug Abuse (NIDA). Di certo il dottor Hitzig ha un centro medico nel Maryland, oltre a molte strutture affiliate, e sostiene di aver trattato in piena sicurezza migliaia di pazienti negli USA, in Canada e in otto paesi europei. Di sicuro non in Italia, dove associazioni di più anoressizzanti sono, oltre che controindicate a seguito della registrazione, espressamente vietate dal Decreto emanato nel 1987 da Carlo Donat Cattin, allora titolare del Ministero della Sanità.

L’impiego di questa associazione, indipendentemente dalla sua paternità, e a dispetto del fatto che mai nessuno studio sia stato sottoposto all’FDA per ottenere l’allargamento delle indicazioni, ha incontrato rapidamente un grande favore, tanto che quotidiani come il Boston Globe riportarono che alcune catene di centri per il dimagrimento avevano cominciato a ingaggiare medici, che prima non facevano parte del loro staff standard, pur di poter prescrivere il fen-phen.
L’interesse per questa terapia è divampato, e non poteva non interessare anche Internet, dove i siti dedicati al tema davvero abbondano, quelli ufficiali e quelli non ufficiali. Alla base di questi ultimi, molto spesso, c’è semplicemente uno spirito un po’ da “ex voto”: pazienti felici della loro perdita di peso magnificano l’efficacia del trattamento. Altri, però, si danno una veste scientifica.
È il caso, per esempio, di una realizzazione abbastanza recente: il Fen-Phen Crisis Center che in pratica è gestito dallo stesso Hitzig. Sono di diverso tenore i siti ufficiali dedicati all’argomento, attivati prevalentemente dopo che l’FDA ha richiesto il ritiro dal commercio di dexfenfluramina e fenfluramina (ma non quello della fentermina) a seguito della scoperta dei casi di valvulopatia da parte di ricercatori della Mayo Clinic. Chi voglia rendersi conto può navigare nel sito della stessa FDA.

LA LEGGE ITALIANA

ANORESSIZZANTI AD AZIONE CENTRALE

COMUNICATO FEDERFARMA INVIATO A TUTTI I FARMACISTI ITALIANI
Federazione Nazionale Unitaria
dei Titolari di Farmacia Italiani
Roma, 28 Giugno 2000
MEDICINALI ANORESSIZZANTI

Il Tar del Lazio con due ordinanze emesse il 19 giugno 2000 ha sospeso l’efficacia dell’art.1 del decreto del Ministero della Sanita’ del 24 gennaio 2000 che faceva divieto ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti Fentermina, Mazindolo, Norpseudoefedrina (*), Fenbutrazato, Fendimetrazina, Anfepramone (dietilpropione) e Propilexedrina e comunque tutte le altre sostanze che da sole o in associazione fra loro o con altre sostanze abbiano lo scopo di ottenere un effetto anoressizzante ad azione centrale ed imponeva ai medici di astenersi dal prescriverle.

In particolare, sulla base delle ordinanze del TAR NON e’ piu’ fatto divieto ai medici di prescrivere ed ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti Fentermina, Mazindolo, Norpseudoefedrina (*), Fenbutrazato, Fendimetrazina, Anfepramone (dietilpropione) e Propilexedrina e comunque tutte le altre sostanze che da sole o in associazione fra loro o con altre sostanze abbiano lo scopo di ottenere un effetto anoressizzante ad azione centrale.
Consegue, inoltre, che deve ritenersi priva di efficacia la nota del Ministero della Sanita’ Dipartimento per la valutazione dei Medicinali e la farmacovigilanza del 10 Marzo 2000 con la quale veniva precisato che:

La Sibutramina e’ un farmaco Anoressante che esplica la sua azione tramite un meccanismo centrale. Pertanto essa rientra tra i divieti espressi dal DM 24 gennaio 2000

La sospensione dell’efficacia del decreto e della nota ministeriale sopra richiamati provoca il ritorno della situazione QUO ANTE rispetto agli interventi ministeriali in questione, il che induce a richiamare il contesto legislativo in cui devono comunque operare le farmacie. Va in primo luogo precisato che, qualora il medico prescriva sostanze dotate di azione farmacologica diversa da quella anoressante centrale, come per esempio ansiolitica, antidepressiva, sedativa, metabolica, per il trattamento di patologie correlabili all’obesita’ o al soprappeso, diventa superflua l’indicazione sulla ricetta

USATO NON COME ANORESSANTE CENTRALE (o analoga) che aveva lo scopo, prima della sospensiva del provvedimento ministeriale in oggetto, di consentire, in sede di vigilanza, l’immediata individuazione della legittimita’ della prescrizione. Si ritiene utile ricordare, altresi’, che in materia di prescrizione di preparazioni magistrali vige l’art.5 della legge 8 aprile 1998 n.94 .La suddetta disposizione, fa carico al medico che, qualora prescriva una preparazione galenica per indicazioni terapeutiche diverse a quelle dei medicinali industriali autorizzati a base dello stesso principio attivo, debba ottenere il consenso del paziente e specificare nella ricetta le esigenze particolari che giustificano il ricorso alla prescrizione estemporanea. Inoltre il medico dovra’ trascrivere nella ricetta senza riportare le generalita’ del paziente, un riferimento numerico o alfa numerico di collegamento a dati d’archivio in proprio possesso che consenta, in caso di richiesta da parte dell’autorita’ sanitaria, di risalire all’identita’ del paziente trattato.
Vale la pena altresi’ di ricordare i precedenti decreti mai espressamente abrogati, ove sono contenuti divieti di impiego di specifiche sostanze.

Al riguardo:

– E’ confermato il DIVIETO di impiego per Mazindolo, Fentermina, Clobenzorex, Mefenorex, Fenproporex, Amfetamina, ecc. (D.M. 13 aprile 1993).

– E’ confermato il DIVIETO di impiego per Fenfluramina e Dexfenfluramina (D.M. 17 e 18 settembre 1997)

– E’ confermato il DIVIETO di impiego per Pemolina (D.M. 30 ottobre 1998)

– E’ per conto CONSENTITO l’impiego di Sibutramina in base all’art.5 comma 1, della legge 94/98 dal momento che e’ presente nel Reductil registrato e coperto da brevetto in Germania.

– E’ altresi CONSENTITO l’impiego della Fendimetrazina gia’ presente nella specialita’ medicinale Plegine, ritirata dal commercio per RINUNCIA della ditta produttrice, in quanto in base all’art.5 comma 2 della citata legge 94/98

E’ CONSENTITA LA PRESCRIZIONE DI PREPARAZIONI MAGISTRALI DI PRINCIPI ATTIVI GIA’ CONTENUTI IN SPECIALITA’ MEDICINALI LA CUI AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO SIA STATA REVOCATA O NON CONFERMATA PER MOTIVI NON ATTINENTI AI RISCHI DI IMPIEGO DEL PRINCIPIO ATTIVO.

Per quanto concerne l’Amfepramone (Dietilpropione) la situazione e’ piu’ complessa in quanto l’autorizzazione all’immissione in commercio delle specialita’ medicinali che contenevano tale principio attivo (Tenuate dospan e Linea Valeas) e’ stata SOSPESA come e’ noto per motivi attinenti a rischi di impiego.

Anche se il citato art.5 della legge 94/98 si riferisce in senso strettamente letterale, ai casi di Revoca o di Mancata Conferma dell’AIC, motivi di prudenza, inducono allo stato attuale ad evitare di spedire ricette contenenti prescrizioni di preparazioni magistrali a base di Amfepramone.
LIMITAZIONI NELLA PRESCRIZIONE E PREPARAZIONE DEI MEDICINALI ANORESSIZZANTI AD AZIONE CENTRALE
1. La dispensazione al pubblico delle specialita’ medicinali e delle preparazioni magistrali a base delle sostanze:

FENDIMETRAZINA, AMFEPRAMONE (Dietilpropione) e’ soggetta, oltre che alla presentazione di ricetta non ripetibile, anche alla presentazione contestuale di un piano generale di trattamento del paziente.

2. Il piano generale di trattamento dovra’ recare le seguenti informazioni:

a) nome e cognome del paziente;

b)data di compilazione;

c) indicazione del nome e della confezione della specialita’medicinale;

d) dichiarazione del medico, sotto propria responsabilita’, che all’inizio del trattamento, l’indice di massa corporea delpaziente era maggiore od uguale a 30 kg/m2;

e) dose giornaliera del farmaco e durata della terapia, che non puo’ in nessun caso superare i tre mesi;

f) nome, cognome, indirizzo e firma del medico con indicazione della specializzazione posseduta.

3. Il piano terapeutico, se presentato da solo, e le ricette redatte dopo la data di scadenza del piano terapeutico o, comunque, dopo tre mesi dalla data di compilazione di questo, non sono spedibili.

1. La dispensazione di piu’ confezioni e’ possibile, per unquantitativo comunque non superiore a quello necessario per trentagiorni di terapia, limitatamente alla prima spedizione, edesclusivamente dietro presentazione di ricetta non ripetibile, che puo’ essere rilasciata sia dallo specialista che dal medico curante, unitamente al piano generale di terapia redatto dallo specialista. Nelle successive spedizioni potra’ essere dispensatauna sola confezione per ricetta.

2. All’atto della spedizione, il farmacista apporra’ timbro data e prezzo sul piano generale di terapia, che riconsegnera’ alpaziente, e tratterra’ la ricetta.

3. Il farmacista e’ tenuto a non provvedere a nuove dispensazioni qualora non sia intercorso, in base alla posologia prescritta dallo specialista, il periodo di tempo previsto per l’assunzione da parte del paziente delle unita’ posologiche contenutenell’ultima confezione dispensata.

1. Il piano generale di trattamento potra’ essere redatto in conformita’ alle presenti disposizioni, da medici specialisti in scienza dell’alimentazione e endocrinologia e malattie del ricambio o diabetologia o medicina interna.

1. Le confezioni di specialita’ medicinali di cui all’art.1 devono riportare in etichetta esterna la seguente dicitura ((Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica utilizzabile una solavolta)). Deve essere esibito contestualmente il piano generale di terapia redatto da un medico specialista in scienza dell’alimentazione o endocrinologia e malattie del ricambio o diabetologia o medicina interna.

LA TERAPIA FARMACOLOGICA: STRUMENTO DI POTENZIAMENTO DELLA PERDITA DI PESO

La terapia farmacologica dell’obesità va intesa come un utile strumento che ben si integra in un programma cognitivo comportamentale per la terapia dell’obesità. Mentre la terapia cognitiva agisce sugli stimoli esterni che portano a mangiare in eccesso, la terapia farmacologica tende ad agire sugli stimoli interni (fame, sazietà, risposta alle emozioni).

Gli effetti della combinazione della terapia farmacologica con la terapia cognitiva comportamentale è stata studiata di recente da Wadden. (Wadden TA, Berkowitz RI, Womble LG, Sarwer DB, Phelan S, Cato RK, Hesson LA, Osei SY, Kaplan R, Stunkard AJ., N Engl J Med. 2005 Nov 17;353(20):2111-20.) che ha dimostrato un potenziamento dei risultati sulla perdita di peso che ha raggiunto anche il 18 % in chi ha completato il trattamento.

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RiabNut

1 anno 6 giorni fa

Come tenere i figli adolescenti lontani da obesità, anoressia e bulimia? Seguendo i cinque consigli forniti dall’American Academy of Pediatrics.

1) Non incoraggiare le diete drastiche perché sono all’origine dei disturbi alimentari. Secondo le ultime stime dell’AAP, infatti, i ragazzi che seguono regimi alimentari restrittivi sono 18 volte più esposti ai rischi, rispetto a chi non li segue, di incappare nell’anoressia.

2) Cercare di pranzare e cenare sempre insieme ai figli. In questo modo, li si abitua a comportamenti alimentari corretti. Che prevedono, tra le altre cose, l’assunzione regolare di porzioni di frutta e verdura.

3) Non insistere con i consigli sul peso perché vengono percepiti negativamente dai ragazzi. Spingendoli a mangiare male per l’ansia, la vergogna o per dispetto.

4) Non scherzare, né offendere sui chili di troppo o sull’eccessiva magrezza. Ed evitare che anche amici e conoscenti lo facciano. Perché, come dimostrato dall’AAP, causa una ferita che spinge all’assunzione di comportamenti alimentari sbagliati anche in età adulta.

5) Promuovere tra i figli l’importanza dello sport e della sana alimentazione senza mettere loro pressioni. È stato dimostrato che in questo modo i teenager sono meno ansiosi, hanno una percezione meno distorta del loro corpo e ne sono più soddisfatti rispetto ai figli di chi insiste con dieta e privazioni.