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Policlino Abano Terme
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Chirurgia dell’obesità

Dieta, esercizio fisico, psicoterapia e farmaci danno spesso risultati soddisfacenti nel determinare un moderato calo di peso (10 % del peso iniziale), si sono invece dimostrati inefficaci nel trattamento della grande obesità, dove ottenere una riduzione di peso più consistente è spesso utile se non indispensabile.
La chirurgia oggi offre la possibilità di ottenere la riduzione di peso per alcuni soggetti con obesità patologica e resistente ad altri trattamenti.
Lo scopo della chirurgia è quello di ridurre l’assunzione di cibo tramite la diminuzione della capacità gastrica (interventi di restrizione) o riducendo l’assorbimento dei cibi da parte dell’intestino (interventi malassorbitivi).
La chirurgia per la perdita di peso dovrebbe essere riservata ai soggetti con obesità nei quali altre terapie non hanno avuto successo, e che hanno concomitanti complicazioni dovute all’obesità.
Sono stati fatti considerevoli progressi nello sviluppo di procedimenti chirurgici più sicuri ed efficaci nel determinare una perdita di peso inoltre l’avvento della chirurgia miniinvasiva (Laparoscopia) ha permesso di eseguire questi interventi riducendo in maniera considerevole il trauma chirurgico.
Gli interventi più frequentemente eseguiti sono:

Il B.I.B. System (in endoscopia)

– Il Bendaggio Gastrico Regolabile (in laparoscopia)

– La Gastroplastica Verticale sec. Mason o sec. McLean(in laparoscopia o laparotomia)

– Il bypass gastrico (in laparoscopia)

Questi interventi cosiddetti di restrizione, riducono infatti la capacità gastrica, limitano l’assunzione di cibo dando un rapido e duraturo senso di pienezza, determinando il calo ponderale; Queste metodiche chirurgiche hanno parzialmente sostituito gli interventi cosiddetti di malassorbimento come il Bypass Bilio-Intestinale, e la Diversione Bilio-Pancreatica che promuovono il malassorbimento dei nutrienti con conseguente perdita di peso ma sono tuttavia metodiche più demolitive accompagnate da pesanti effetti collaterali e sono indicate esclusivamente per casi ben selezionati e particolari.

La FDA (food and drugs administration) ha indicato delle linee guida da seguire. L ‘intervento chirurgico va preso in considerazione in pazienti con le seguenti caratteristiche:

– BMI> 35 (BMI >30 se associato a patologie che trarrebbero beneficio del calo ponderale)
– Età compresa tra 18 e 65 anni
– Obesità stabile da almeno 5 anni.
– Pregressi tentativi di dieta falliti negli ultimi 3 anni

Rappresentano controindicazione al trattamento chirurgico la presenza di:

alcolismo, epatopatie importanti, patologie renali, patologie intestinali, gravi problemi psichiatrici e ridotta aspettativa di vita. Molto importante è la valutazione psicologica del paziente.

I pazienti candidati alla chirurgia baritrica possono essere valutati tramite un ricovero presso una delle seguenti strutture: policlinico Abano / CdC Villa Igea (Ancona) – Villa Serena (Jesi) – “convenzionate con Sistema Sanitario e senza necessita di autorizzazioni regionali ” (Responsabile Dr. Ezio Di Flaviano). La valutazione ha lo scopo di verificare le indicazioni le eventuali controindicazioni e soprattutto educare il paziente affinché ottenga il miglior risultato possibile dall’intervento che sarà scelto, valutarne le aspettative, l’atteggiamento mentale e sostenerlo psicologicamente nella sua scelta.

Gli interventi

BIB= BioEnterics Intragastric Balloon

La ricerca tecnologica ha messo a punto un sistema endoscopico concepito come ausilio alla dietoterapia, il palloncino intragastrico o pallone endogastrico. E’ una tecnica NON INVASIVA della terapia chirurgica dell’obesità. Consiste nell’introduzione per via endoscopica (in sedazione leggera) di un palloncino intragastrico in silicone (BIB) riempito con 400/700 ml di soluzione fisiologica e blu di metilene che permette ai pazienti di seguire un regime alimentare ipocalorico non sentendo lo stimolo della fame. Il blu di metilene viene aggiunto per evidenziare eventuali perdite del BIB attraverso la colorazione blu delle feci e dell’urina. L’intervento ha una durata di circa 20 minuti, i possibili effetti collaterali, nausea e vomito, regrediscono nel giro di un paio di giorni. Il palloncino funge da corpo estraneo che si muove liberamente nello stomaco riducendone la capacità. E’ indicato per per l’uso temporaneo, il BIB ha una durata di massimo sei mesi, in una terapia mirata al dimagrimento di pazienti che non siano riusciti a raggiungere e mantenere il peso con i programmi dietetici precedenti. E’ richiesta una partecipazione attiva del paziente che si sottopone a B.I.B all’interno del programma di dimagrimento proposto, è necessaria quindi una forte motivazione psicologica. Il B.I.B viene rimosso sempre per via endoscopica, se non si è raggiunta una perdita di peso soddisfacente è possibile posizionare un altro BIB nella stessa seduta di rimozione. Il BIB è usato anche in pazienti obesi per i quali il rischio operatorio è troppo elevato al fine di normalizzare il loro stato di salute conseguente al calo ponderale fino a portarli all’intervento di chirurgia (bendaggio gastrico, gastroplastica ecc.).

Il BIB è indicato in pazienti con:
-BMI > 35
-BMI > 30 associato a patologie dovute all’obesità
-Riduzione del rischio operatorio che si può avere con la chirurgia bariatrica, generale, cardiovascolare
-BIB-TEST per la valutazione di soggetti a rischio (sweet e binge eaters) candidati al bendaggio gastrico.
Il BIB è controindicato in caso di:
-Esofagite di grado severo in fase attiva
-Voluminosa ernia iatale (>5 cm)
-Ulcera gastrica in fase attiva
-Ulcera duodenale in fase attiva
-Morbo di Crohn
-Neoplasie
-Emorragia esofago-gastro-duodenale in atto
-Lesioni esofago-gastriche potenzialmente sanguinanti
-Pazienti in terapia con farmaci gastrolesivi o anticoagulanti
-Pazienti con disturbi psichiatrici o non collaboranti
-Dipendenza da alcool o droghe

Possibili complicanze:
-Desufflazione del BIB ed espulsione per via naturale (8%)
-Meteorismo (8%)
-Nausea, vomito e dolore persistenti
-Infiammazione gastrica
-Gastrite
-Ulcera da decubito 1%
-Ulcera peptica 1%
-Desufflazione del BIB con occlusione intestinale
-Reazione al sedativo o all’anestetico locale
-Reflusso gastro-esofageo

Alimentazione dopo il posizionamento del BIB:
-Semiliquida per una settimana circa
-Tra le 800 e le 1000 kcal secondo le prescrizioni mediche personalizzate
-Eventuale integrazione vitaminica e minerale

-successivamente il paziente deve regolare la sua alimentazione in base ad alcune semplici regole e “ascoltando” le sensazioni di ripienezza conseguenti alla ingestione di cibo, limitata dal BIB.
Vantaggi:
-Applicabile in pazienti con obesità anche di grado non severo o in pazienti nei quali non sia possibile eseguire altri interventi
-Preparatorio alla chirurgia, sia per ridurre il rischio operatorio sia per verificare la “compliance” del paziente ad un eventuale intervento restrittivo
Svantaggi:
-Rimozione dopo sei mesi, ma se ne può applicare un secondo
-Intolleranza severa acuta al dispositivo che comporta la rimozione

Le regole:

– Fare 3 pasti principali al giorno 2 spuntini

– Evitare i fuori pasto

– Mangiare lentamente

– Masticare ripetutamente fino a sminuzzare bene i cibi

– Non bere durante i pasti, aspettare almeno 1 ora dopo aver mangiato prima di bere

– Evitare le bevande gasate (acqua compresa)

Conclusioni: La considerevole diminuzione di peso, ottenibile in tempi relativamente brevi e senza eccessivi sforzi, ed il conseguente rialzo del tono dell’umore, associato ad un riacquistato benessere fisico e mentale, hanno favorito salutari abitudini di vita (attività sportiva, vita più dinamica, ecc.) Grazie al programma dietetico e di rieducazione alimentare e alla terapia comportamentale molti pazienti mantengono il peso raggiunto. L’approccio endoscopico, essendo caratterizzato da minimi rischi, dalla reversibilità totale e dalla ripetibilità, può essere considerato un ottimo metodo per la cura dell’obesità morbigena ed essere utilizzato come fattore di potenziamento della perdita di peso nel programma di terapia cognitivo comportamentale.

BENDAGGIO GASTRICO REGOLABILE

Il Bendaggio Gastrico Regolabile, introdotto da Kuzmak nel 1986 è un nastro di silicone elastomero (biocompatibile) collegato ad un piccolo serbatoio, si introduce chirurgicamente attorno alla parte più alta dello stomaco, il serbatoio viene posto nello spessore della parete addominale. Lo stomaco assume una forma di “clessidra”, la parte superiore “tasca gastrica” è di volume molto ridotto, la parte di stomaco al di sotto del bendaggio è più ampia. Il bendaggio gastrico fa parte degli interventi cosiddetti “restrittivi” basati su un comune principio “anatomo-funzionale”: si procede alla creazione di un serbatoio prossimale di volume minimo che comunica con lo stomaco distale attraverso un canale inestensibile del diametro di 1,2 cm. In questo modo il volume dei pasti risulta meccanicamente ridotto e poiché lo svuotamento del serbatoio prossimale (tasca gastrica) è lento, si ottiene un allungamento dell’intervallo temporale tra i pasti stessi. Viene quindi limitato l’introito alimentare attraverso la riduzione della capacità gastrica che da al paziente un senso precoce e duraturo di sazietà. Uno dei vantaggi più importanti del bendaggio gastrico regolabile nei confronti di altre procedure gastro-restrittive è la possibilità di regolare il diametro del canale di passaggio (stoma) tra lo stomaco prossimale e quello distale. La regolazione avviene gonfiando o sgonfiando semplicemente aggiungendo o togliendo soluzione salina dal serbatoio (port). Questa procedura è semplice, di rapida esecuzione e minima invasività per il paziente, si esegue in radioscopia con ago lineare per via transcutanea, l’ago è introdotto nel port sotto controllo scopico o digitale, viene calcolato il contenuto di soluzione salina già presente nel bendaggio, di seguito mentre il paziente assume un mezzo di contrasto per bocca, si inietta o si toglie soluzione salina sino ad ottenere un grado di stenosi sufficiente a condizionare un significativo rallentamento del transito. Una stenosi eccessiva comporterebbe un’intolleranza alimentare totale. Il bendaggio gastrico è una metodica chirurgica efficace nell’indurre e mantenere il calo ponderale seguendo però le indicazioni dietetiche fornite dopo l’intervento. E’ clinicamente ben tollerato dal paziente con bassa incidenza e gravità di complicanze, ed è totalmente reversibile non includendo modificazioni anatomiche e funzionali permanenti.

Criteri di valutazione dei candidati al bendaggio gastrico regolabile:

-BMI >35

-Obesità datante da almeno 5 anni

-Età compresa tra i 18 e i 60 anni

-Precedenti fallimenti di tentativi di dieta

-Presenza di complicanze dovute all’obesità

-Assenza di cause endocrine

-Accettazione da parte del paziente di sottoporsi ai controlli post-operatori

-Assenza di problematiche psichiatriche e psicologiche che predicano la mancata “compliance” del paziente

-Assenza di abuso di alcool e uso di stupefacenti

-Assenza di patologie intestinali, epatiche e renali

Attualmente il bendaggio gastrico viene applicato in laparoscopia. I vantaggi della chirurgia laparoscopica sono evidenti in termini di riduzione del dolore post-operatorio, riduzione dei giorni di degenza, una ripresa più veloce dell’attività lavorativa ed eliminazione del rischio ernia in sede di incisione della parete addominale.
Controindicazioni alla tecnica laparoscopica:

-Pregressi interventi chirurgici nell’addome

-Presenza di un fegato ingrossato a sinistra

-Impossibilità di ottenere un’adeguata visibilità nell’addome per mezzo del pneumoperitoneo (addome molto corto con torace stretto)

-Insufficienza respiratoria

Nel caso in cui sussistano queste controindicazioni il bendaggio gastrico regolabile può essere applicato il laparotomia (apertura chirurgia dell’addome). Non sempre è possibile determinare queste controindicazioni nella fase pre-operatoria, può quindi accadere che si cominci l’intervento in laparoscopia e che si sia poi costretti ad optare per l’intervento in laparotomia.

Vantaggi:
-Semplice esecuzione tecnica anche per via laparoscopica
-Morbilità globale ridotta
-Calo ponderale discreto
-Totalmente reversibile

Svantaggi:
-Richiesta di elevata “compliance” da parte del paziente
-Elevata incidenza di complicanze specifiche (slippage del band, infezione del port)
-Risultati a distanza incerti

LE COMPLICANZE E I RISCHI OPERATORI / POST OPERATORI:

Ogni intervento chirurgico (non solo gli interventi bariatrici per l’obesità) comporta dei rischi: l’invevitabile rischio anestesiologico, tanto più alto quanto più grave è il grado di obesità, i coaguli di sangue (embolia), la polmonite, aritmia cardiaca ed infarto (a seguito dell’anestesia nel post-operatorio).
Le possibili complicanze: formazione di ematomi (raccolte o versamenti di sangue) in prossimità o in corrispondenza dei tagli (laparoscopici o laparotomici), difficoltà di cicatrizzazione delle ferite, infezioni delle ferite, rotture delle suture della parete addominale.

Possibili Complicanze specifiche del Bendaggio Gastrico Regolabile:

-Slippage o scivolamento del band: è possibile che avvenga uno scivolamento del bendaggio, può essere dovuto al fatto che il bendaggio è stato riempito (gonfiato) troppo prematuramente. Le case prodruttrici dei sistemi di bendaggio gastrico regolabile, al fine di evitare questa possibile complicanza, consigliano di lasciare vuoto il bendaggio per almeno 4 settimane dopo l’inserimento per evitare una forte pressione sulle suture gastriche e consentire la normale cicatrizzazione dei punti. La sonda nasogastrica può essere rimossa al termine dell’intervento.

-Lo spostamento del band: La maggior parte di spostamenti del bendaggio gastrico attraverso al parete gastrica sono dovuti o ad un riempimento esagerato del bendaggio, o in seguito ad un’ infezione.

-Dilatazione della tasca gastrica: la dilatazione può avvenire se il bendaggio viene inserito troppo in basso rispetto alla grande curva dello stomaco, o in caso di scivolamento del bendaggio.

-Esofagite: L’esofagite è direttamente legata al volume della tasca gastrica (troppo piccola), in caso di esofagia può essere prescritto un trattamento con inibitore della pompa a protoni. Se l’esofagite persiste si agirà sgonfiando leggermente il bendaggio.

-Il vomito: Può essere frequente in caso di neostoma troppo stretto, nel caso in cui sia associato ad un calo ponderale troppo rapido viene sgonfiato leggermente il bendaggio. Il vomito ricorrente può essere sintomo di una cattiva masticazione, o di eccesso di cibo ingerito, il paziente obeso deve imparare a masticare ripetutamente i bocconi, mangiare più lentamente di quanto fosse abituato a fare precedentemente all’inserimento del bendaggio, attenersi ai consigli dietetici dei medici da cui è seguito, rispettandone le dosi, evitare le bevande gasate e bere lontano dai pasti, non durante. Nausea, vomito e dolore persistenti possono essere sintomo talvolta di infiammazione gastrica o gastrite.

-Decubito endogastrico

-Rottura o giramento del port

-Rottura del tubo di connessione tra il bendaggio e il port

-Anoressia

REGOLE:

– Fare 3 pasti principali al giorno 2 spuntini

– Evitare i fuori pasto

– Mangiare lentamente

– Masticare ripetutamente fino a sminuzzare bene i cibi

– Non bere durante i pasti, aspettare almeno 1 ora dopo aver mangiato prima di bere

– Evitare le bevande gasate (acqua compresa)

BAYPASS GASTRICO

Nel 1969, l’evidenza del dimagrimento nei pazienti sottoposti a ricostruzione gastrica sec. Billroth II, spinse Mason alla prima applicazione del Bypass Gastrico nei pazienti obesi. La variante laparoscopica è stata applicata la prima volta da Wittgrove nel 1994.

Il Bypass Gastrico ha un’azione mista restrittiva e malassorbitiva, la metodica chirurgica consiste nella creazione di una tasca gastrica prossimale isolata della capacità di 30-50cc, la confezione di una gastro-digiunostomia antecolica e di una entero-enterostomia su ansa alla Roux, mediante l’utilizzo di una suturatrice lineare in grado di sezionare lo stomaco. Si procede alla misurazione di 50 cm di digiuno in corrispondenza del quale si seziona l’ansa, il confezionamento dell’anastomosi tra il moncone gastrico e il digiuno si esegue mediante il posizionamento della testina di una suturatrice circolare si completa quindi l’affondamento dell’ansa digiunale mediante suturatrice lineare. Dopo aver verificato l’integrità dell’anastomosi mediante test al blu di metilene si procede alla misurazione di altri 100 cm di ansa digiunale all’estremità della quale ci confeziona l’anastomosi digiuno-digiunale latero-laterale.
L’esclusione del duodeno causa carenza di ferro, che deve essere integrato soprattutto per le donne nel periodo mestruale con preparati farmaceutici e con la scelta oculata degli alimenti che ne sono più ricchi (carne rossa, pollame, fegato crostacei, legumi, verdura fresca e frutta secca. Il mancato apporto prolungato di questi elementi essenziali può portare all’anemia e all’osteoporosi. E’ auspicabile controllare almeno due volte l’anno i livelli di emoglobina e di ferro.
Come per gli altri interventi di tipo restrittivo per ottenere un soddisfacente calo ponderale è necessario seguire le indicazioni alimentari rilasciate dopo l’intervento ed evitare l’assunzione di cibi e bevande ipercaloriche, inoltre nel paziente operato di bypass gastrico l’assunzione di zuccheri può provocare nausea, vomito, diarrea e tachicardia (Dumping syndrome).

Vantaggi:

-Buon calo ponderale anche in pazienti con disturbi del comportamento alimentare (ABBUFFATE COMPULSIVE)

-Possibile approccio laparoscopico

Svantaggi:

-Difficoltà o impossibilità di studiare lo stomaco escluso al transito per valutare eventuali patologie

-Parzialmente reversibile

Controindicazioni alla tecnica laparoscopica:

-Pregressi interventi chirurgici nell’addome

-Presenza di un fegato ingrossato a sinistra

-Impossibilità di ottenere un’adeguata visibilità nell’addome per mezzo del pneumoperitoneo (addome molto corto con torace stretto)

-Insufficienza respiratoria

Nel caso in cui sussistano queste controindicazioni l’intervento sarà eseguito in laparotomia (apertura chirurgica dell’addome). Non sempre è possibile determinare queste controindicazioni nella fase pre-operatoria, può quindi accadere che si cominci l’intervento in laparoscopia e che si sia poi costretti ad optare per l’intervento in laparotomia.

LE COMPLICANZE E I RISCHI OPERATORI / POST OPERATORI:

Ogni intervento chirurgico (non solo gli interventi bariatrici per l’obesità) comporta dei rischi: l’inevitabile rischio anestesiologico, tanto più alto quanto più grave è il grado di obesità, i coaguli di sangue (embolia), la polmonite, aritmia cardiaca ed infarto (a seguito dell’anestesia nel post-operatorio).
Le possibili complicanze: formazione di ematomi (raccolte o versamenti di sangue) in prossimità o in corrispondenza dei tagli (laparoscopici o laparotomici), difficoltà di cicatrizzazione delle ferite, infezioni delle ferite, rotture delle suture della parete addominale.

Possibili Complicanze specifiche del Bypass Gastrico:

-Deficit da calcio

-Squilibri eletrolitici

-Anemia

-Osteoporosi

-Deficienze vitaminiche

-Sconsigliata la gravidanza nei primi anni

AVVERTENZE:

– Fare 3 pasti principali al giorno 2 spuntini

– Evitare i fuori pasto

– Mangiare lentamente

– Masticare ripetutamente fino a sminuzzare bene i cibi

– Non bere durante i pasti, aspettare almeno 1 ora dopo aver mangiato prima di bere

– Evitare le bevande gasate (acqua compresa)

PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO CHIRURGICO

Ogni metodica chirurgica prevede un iter di esami diagnostici per valutare la salute del paziente e l’operabilità, questo iter cambia da struttura a struttura in base alla routine adottata e alle richieste del medico chirurgo e dell’anestesista.

La nostra struttura preferisce ricoverare il paziente per fare le dovute analisi e se risulta operabile si procede direttamente all’intervento nei giorni successivi.

Il tipo e il numero di analisi e di visite da fare variano anch’esse da paziente a paziente, dividiamo quindi le analisi in due liste: una lista di “analisi di base” necessarie all’anestesista per stabilire le condizioni del paziente e valutare se può affrontare in sicurezza l’anestesia; una lista di “analisi di approfondimento” a discrezione dei medici, per valutare varie ed eventuali situazioni cliniche del paziente se sono compatibili con l’intervento bariatrico in programma, inoltre l’anestesista dopo una prima valutazione può richiedere ulteriori analisi o visite oltre che il consulto con un medico internista per inquadrare meglio eventuali patologie o rischi e stabilire la giusta linea.
Analisi di base:

Analisi di approfondimento possono essere:

A iter diagnostico terminato i medici, gli psicologi, i chirurghi e l’anestesista valuteranno la situazione clinica, dalle analisi sarà evidente idoneità per affrontare l’intervento bariatrico e l’anestesia

ALIMENTAZIONE DOPO INTERVENTO

Le indicazioni alimentari riportate di seguito non vogliono e non devono sostituire gli schemi alimentari e il programma dietetico che verrà dato dopo l’intervento, sono state inserite al solo scopo di aiutare coloro che devono ancora scegliere il proprio percorso terapeutico, a farsi un’idea più precisa in merito al periodo post-intervento e a come cambia (sul piano alimentare) la routine della propria vita dopo un intervento bariatrico.

Per gli interventi gastrorestrittivi (i palloncini intragastrici, il bendaggio gastrico regolabile, le gastroplastiche, i bypass gastrici) valgono poche regole di base essenziali per convivere al meglio con il proprio “aiuto chirurgico”:

  • masticare accuratamente il cibo preparato in piccoli bocconi
  • mangiare lentamente facendo delle piccole pause tra un boccone e l’altro
  • fermarsi non appena si avverte la sensazione di ripienezza gastrica, anche se non si è terminato il cibo
  • non bere durante il pasto e per almeno 1 ora dal termine
  • evitare di coricarsi a breve distanza di tempo dalla fine dal pasto
  • fare 3 pasti e 2 spuntini al giorno
  • non usare condimenti troppo elaborati (grassi, spezie piccanti o acidule, salse ecc.)
  • limitare l’assunzione di bevande eccitanti come thè e caffè
  • evitare o comunque limitare l’assunzione di bevande alcoliche
  • limitare l’assunzione di latte
  • non bere bevande e acqua gasata
  • attenzione ai cibi che si gonfiano all’interno dello stomaco come il farro
  • attenzione ai cibi che si solidificano raffreddandosi come la polenta
  • attenzione alle temperature dei cibi e delle bevande perché possono favorire infiammazioni dello stomaco, è bene quindi evitare di assumere i cibi quando sono troppo freddi (acqua ghiacciata, ghiaccio, ghiaccioli, gelati ecc..), o troppo caldi (tisane, the, caffè, minestre ecc.)
  • attenzione ai cibi contenenti aria, tipo la panna, tutto ciò che viene frullato con i robot da cucina va lasciato riposare per qualhe minuto prima dell’assunzione.
  • se durante il pasto o subito dopo sentite che un boccone si è “inceppato” e vi tiene in tensione lo stomaco provocando dolore, bevete lentamente qualche sorso di acqua calda o thè per rilassare lo stomaco, slacciate i pantaloni, reggiseno (per le donne) o qualunque cosa che possa stringere il torace e l’addome, passeggiate nella stanza e non fatevi prendere dal panico, in questi casi è possibile che subentri un episodio di vomito, non spaventatevi è del tutto normale. Se nonostante questi accorgimenti la sensazione di “inceppamento” non migliora contattate la struttura o il vostro chirurgo.

Con la dimissione e quindi il ritorno alle consuete abitudini di vita ha inizio un periodo di adattamento dell’organismo alla nuova condizione dopo l’intervento chirurgico. Durante tale periodo sarà opportuno attenersi scrupolosamente alle indicazioni dietetiche ricevute.

Nei primi giorni (il numero di gg. varia in base al tipo di intervento) l’alimentazione sarà liquida, composta da acqua, brodo vegetale o di carne, liofilizzato di carne sciolto nel brodo, latte scremato o parzialmente scremato, the, succhi di frutta senza zucchero, centrifugati di verdura, frullati di frutta non troppo densi ecc…
Si passa poi ad un periodo di alimentazione semiliquida integrando omogeneizzati di carne e frutta, formaggini morbidi, purea di patate, creme e passati di verdura, prosciutto cotto e carne finemente tritati, semolino, pastina per la prima infanzia ecc..
Successivamente si procede ad integrare gradualmente i cibi solidi, preferendo alimenti digeribili facendo attenzione ai condimenti.
Si può mangiare di tutto, pasta, riso, carne, verdura (cotta o cruda), legumi, formaggio, yogurt magro, latte, crakers, grissini, fette biscottate, biscotti secchi, uova, pesce, affettati magri, frutta, pane ecc… ovviamente in quantità limitate.
E’ importante alimentarsi in modo equilibrato, non eccedere con i carboidrati e i formaggi, le uova una volta la settimana, la carne almeno una volta al giorno, frutta e verdura ad ogni pasto, una quota di carboidrati a pasto scegliendo tra pasta, riso, pane, grissini, crackers o patate, i legumi due volte a settimana in sostituzione della carne. Non eccedere con le quantità, evitare l’assunzione di dolciumi, evitare i cibi fritti, i sughi e i condimenti troppo grassi, la maionese e le salse ipercaloriche.

Con gli interventi gastrorestrittivi è abbastanza normale avere episodi di vomito sia nel primo periodo post-intervento ed anche in seguito, è bene evitare il più possibile di vomitare, ma non spaventatevi se succede. Cercate di capire se avete vomitato perché avete esagerato con la quantità di cibo, o se è dipeso da intolleranza ad un determinato alimento, o ancora dalla cattiva masticazione, questo vi aiuterà ad evitare le situazioni che portano all’episodio di vomito.
Se la causa del vomito è l’intolleranza ad un determinato alimento non deve essere assolutamente evitato, ma come per lo svezzamento dei bambini, il cibo che vi ha dato problemi va reinserito gradualmente nell’alimentazione a piccole dosi dopo un paio di giorni di pausa dal momento in cui lo avete vomitato. Se doveste avere episodi di vomito più volte al giorno e per più di tre o quattro giorni di fila è meglio contattare il proprio chirurgo o la struttura in cui siete stati operati per valutare la situazione.

Compilare quotidianamente il diario alimentare indicando tutti i cibi realmente consumati (qualità e quantità), gli episodi di vomito, la causa che ha portato a tale episodio ed ogni eventuale problema riscontrato con l’alimentazione, il diario va portato ad ogni visita di controllo.

In conclusione necessario capire che la vita subirà dei cambiamenti, occorre quindi essere disposti ad adattarsi a tali cambiamenti se si vogliono ottenere dei buoni risultati e soprattutto duraturi nel tempo ed evitarecomplicanze. La terapia chirurgica della obesità non è una scorciatoia ma un mezzo che se ben utilizzato dal paziente con una attiva collaborazione potrà permettere di raggiungere ottimi risultati.

FARMACI DOPO INTERVENTO

Dopo un intervento “gastrorestrittivo”, di norma il paziente deve seguire una profilassi di prevenzione per aiutare lo stomaco ad abituarsi alla nuova condizione evitando disturbi e complicanze.
La terapia farmacologica dopo l’intervento è sempre soggettiva, il medico vi prescriverà i farmaci che riterrà opportuni per voi, in base al tipo di intervento eseguito ma soprattutto in base alla vostra condizione di salute.
Le informazioni di seguito riportate sono allo scopo di capire meglio le eventuali cure a cui sarete sottoposti dopo l’intervento.

antiacidi e alginati

– gastroprotettori (antagonisti dei recettori istaminici H2 – inibitori della pompa protonica)

In presenza di sintomi quali: pirosi gastrica, rigurgito acido e difficoltà di deglutizione, o per prevenire tali sintomi possono essere prescritti “antiacidi” e “alginati”.

Video Unomattina Verde
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RiabNut

1 anno 1 mese fa

Come tenere i figli adolescenti lontani da obesità, anoressia e bulimia? Seguendo i cinque consigli forniti dall’American Academy of Pediatrics.

1) Non incoraggiare le diete drastiche perché sono all’origine dei disturbi alimentari. Secondo le ultime stime dell’AAP, infatti, i ragazzi che seguono regimi alimentari restrittivi sono 18 volte più esposti ai rischi, rispetto a chi non li segue, di incappare nell’anoressia.

2) Cercare di pranzare e cenare sempre insieme ai figli. In questo modo, li si abitua a comportamenti alimentari corretti. Che prevedono, tra le altre cose, l’assunzione regolare di porzioni di frutta e verdura.

3) Non insistere con i consigli sul peso perché vengono percepiti negativamente dai ragazzi. Spingendoli a mangiare male per l’ansia, la vergogna o per dispetto.

4) Non scherzare, né offendere sui chili di troppo o sull’eccessiva magrezza. Ed evitare che anche amici e conoscenti lo facciano. Perché, come dimostrato dall’AAP, causa una ferita che spinge all’assunzione di comportamenti alimentari sbagliati anche in età adulta.

5) Promuovere tra i figli l’importanza dello sport e della sana alimentazione senza mettere loro pressioni. È stato dimostrato che in questo modo i teenager sono meno ansiosi, hanno una percezione meno distorta del loro corpo e ne sono più soddisfatti rispetto ai figli di chi insiste con dieta e privazioni.