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Bulimia

Bulimia nervosa

La bulimia nervosa è un disturbo comparso all’inizio degli anni settanta e dal 1980 in poi sono stati compiuti più di sessanta studi che hanno fornito risultati abbastanza omo­genei: il disturbo colpisce circa l’ 1% delle giovani donne.

La maggior parte delle ricerche effettuate suggeriscono che la bulimia nervosa sia più frequente oggi che in passa­to; non sappiamo perché ci sia stato questo incremento improvviso: nessuno sa perché la bulimia nervosa risulti in aumento e non possiamo prevedere che cosa accadrà in futuro.

Come per l’anoressia nervosa, l’età d’esordio dei disturbo è compresa tra i 12 e i 25 anni, però nella bulimia ner­vosa il picco di maggior frequenza è a 17-18 anni. Gli uomini sono colpiti raramente e non abbiamo dati che affermino che il disturbo sia in aumento tra i maschi.

La bulimia nervosa è presente soprattutto tra i bianchi, mentre è rara tra gli afroamericani e nei paesi in via di svi­luppo. Per quanto riguarda la classe sociale la bulimia nervosa sembra essere, come l’anoressia nervosa, distribuita in modo omogeneo. Le persone colpite sono generalmen­te di peso normale, alcune lievemente sottopeso, altre leggermente sovrappeso, pochissime in grande sovrappeso.

Come capire se si è affetti da bulimia nervosa

Capire se si è affetti da bulimia nervosa non è semplice come nel caso dell’anoressia nervosa. Molte persone pen­sano di essere bulimiche ma in realtà non lo sono; per pronunciare una diagnosi di bulimia nervosa devono esse­re presenti tutte e cinque le seguenti caratteristiche:

  1. Abbuffate ricorrenti: un’abbuffata, traduzione del ter­mine inglese binge-eating, si definisce sulla base di due caratteristiche che devono essere entrambe presenti:

a)  il consumo di una grande quantità di cibo;

b) la sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare (ad es. sentire che non ci si può astenere dall’abbuffarsi, oppure non riuscire a fermarsi una volta iniziato a mangiare).

  1. Comportamenti di compenso: la seconda caratteristica importante della bulimia nervosa è che le abbuffate devono essere seguite da condotte compensatorie finalizzate a prevenire l’aumento di peso.  Il mezzo più frequentemente usato è il vomito che, in alcuni casi, può essere autoindotto dopo l’assunzione di qualsiasi cibo e, non necessariamente, dopo un’abbuffata.  Dopo le abbuffate alcune bulimiche assumono grandi quantità di lassativi per provocarsi una diarrea acquosa; più raramente usano altri mezzi come i diuretici, gli enteroclismi o i farmaci tiroidei; sono stati anche rilevati casi di alcune bulimiche diabetiche che non assumevano l’insulina dopo un’abbuffata.  Alcuni indi­vidui affetti da bulimia nervosa non usano il vomito o pro­dotti eliminativi, ma digiunano o fanno esercizio fisico in modo eccessivo.
  2. Frequenza delle abbuffate e dei comportamenti di compen­so. perché sia diagnosticata la bulimia nervosa, le abbuffa­te e le condotte compensatorie devono verificarsi almeno 2 volte la settimana per 3 mesi.
  3. Preoccupazione estrema per il peso e le forme corporee: come le persone affette da anoressia nervosa anche quelle bulimiche si preoccupano molto del proprio peso e della loro forma corporea e la loro autostima varia soprattutto in base a questi due fattori.
  4. Il disturbo non si manifesta esclusivamente nel corso di epi­sodi di anoressia nervosa: questo significa che ci sono dire disturbi del comportamento alimentare, e non uno solo.

La bulimia nervosa viene suddivisa in due sottotipi:

  • Bulimia con condotte di eliminazione
  • Bulimia senza condotte di eliminazione

Nel primo caso la persona pratica regolarmente il vomi­to autoindotto o usa lassativi o diuretici o enteroclismi; nel secondo i comportamenti di compenso sono il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo.

I CINQUE CRITERI DIAGNOSTICI

  • Abbuffate ricorrenti
  • Comportamenti di compenso
  • Abbuffate due volte la settimana per tre mesi
  • Preoccupazione estrema per il peso e le forme corporee
  • Il disturbo non si manifesta solo in episodi di anoressia nervosa

 

Principali complicanze mediche dell’anoressia e della bulimia

Adattata da Fairburn C.G. e Harrison P.J., (2003). Lancet. Eating Disorders. 361, 407-416

Sintomi fisici
• Eccessiva sensibilità al freddo

• Sintomi gastrointestinali ( es. stipsi, pienezza dopo aver mangiato, digestione lunga e difficile)

• Capogiri e sincope

• Sonno disturbato e risvegli precoci mattutini

Segni fisici

• Emaciazione, blocco della crescita e mancato sviluppo delle mammelle (se insorgenza prepuberale)

• Pelle secca, peluria fine (languo) sulla schiena, avambracci e lati della faccia; nei pazienti con ipercarotenemia, colore arancione dei palmi delle mani e dei piedi

• Ingrossamento delle parotidi e delle ghiandole salivari (specialmente in quelli che si abbuffano e si inducono il vomito)

• Erosioni della superficie posteriore dei denti (perimolisi) in quelli che vomitano frequentemente

• Mani e piedi freddi, ipotermia

• Bradicardia; ipotensione ortostatica; aritmie cardiache (specialmente in quelli sottopeso e con disturbi elettrolitici)

• Edema (che complica la valutazione del peso)

• Debolezza dei muscoli prossimali (difficoltà dall’alzarsi da una posizione di accovacciamento)

Anomalie Endocrine evidenziate da esami bioumorali e strumentali
• Bassa concentrazione degli ormoni LH, FSH ed estradiolo

• Bassi livelli di T3, T4 e TSH nel range della normalità (sindrome da basso T3)

• Incremento modesto del cortisolo plasmatico

• Aumentata concentrazione del GH

• Severa ipoglicemia (rara)

• Bassi livelli di leptina (ma forse più alti di quelli attesi per il peso)

Cardiovascolari
• Anomalie all’elettrocardiogramma (specialmente in quelli con anomalie elettrolitiche); difettti di conduzione, specialmente prolungamento del tratto Q-T
Gastrointestinali
• Ritardato svuotamento gastrico

• Diminuita motilità del colon (secondaria all’abuso di lassativi)

• Dilatazione gastrica acuta (rara, secondaria ad abbuffate)

• Erosioni esofagee (da vomito autoindotto ripetuto)

Ematologiche
• Anemia normocitica normocromica moderata

• Leucopenia moderata e linfocitosi relativa

• Piatrinopenia

Altre anomalie metaboliche
• Ipercolesterolemia

• Aumento del carotene serico

• Ipofosfatemia (specialmente dopo rialimentazione parenterale)

• Disidratazione

• Disturbi elettrolitici (in quelli che vomitano o abusano di lassativi e/o diuretici frequentemente): alcalosi metabolica e ipopotassiemia (da vomito autoindotto); acidosi metabolica, iponatriemia e ipopotassimia (da abuso di lassativi)

Altre anomalie
• Osteopenia ed osteoporosi (con aumento del rischio di fratture)

• Allargamento dei ventricoli cerebrali e degli spazi del liquido cefalorachidiano (pseudoatrofia)

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1 anno 6 giorni fa

Come tenere i figli adolescenti lontani da obesità, anoressia e bulimia? Seguendo i cinque consigli forniti dall’American Academy of Pediatrics.

1) Non incoraggiare le diete drastiche perché sono all’origine dei disturbi alimentari. Secondo le ultime stime dell’AAP, infatti, i ragazzi che seguono regimi alimentari restrittivi sono 18 volte più esposti ai rischi, rispetto a chi non li segue, di incappare nell’anoressia.

2) Cercare di pranzare e cenare sempre insieme ai figli. In questo modo, li si abitua a comportamenti alimentari corretti. Che prevedono, tra le altre cose, l’assunzione regolare di porzioni di frutta e verdura.

3) Non insistere con i consigli sul peso perché vengono percepiti negativamente dai ragazzi. Spingendoli a mangiare male per l’ansia, la vergogna o per dispetto.

4) Non scherzare, né offendere sui chili di troppo o sull’eccessiva magrezza. Ed evitare che anche amici e conoscenti lo facciano. Perché, come dimostrato dall’AAP, causa una ferita che spinge all’assunzione di comportamenti alimentari sbagliati anche in età adulta.

5) Promuovere tra i figli l’importanza dello sport e della sana alimentazione senza mettere loro pressioni. È stato dimostrato che in questo modo i teenager sono meno ansiosi, hanno una percezione meno distorta del loro corpo e ne sono più soddisfatti rispetto ai figli di chi insiste con dieta e privazioni.