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Approfondimenti

Dimagrire

Per intervenire sul Bilancio energetico possiamo agire sia sulle Entrate (calorie assunte con i nutrienti) che sulla spesa energetica da attività fisica. Ovviamente la cosa migliore è intervenire su entrambi.

Riducendo le entrate e aumentando le uscite, il Bilancio energetico diviene negativo. Il consumo di energia dell’organismo umano, almeno nei primi tempi, rimane invariato pertanto viene avviato l’uso delle riserve energetiche.

Le riserve di energia sono rappresentate da:

• zuccheri, sotto forma di glicogeno contenuto nei muscoli e nel fegato, ammonta a circa mezzo chilo;

• lipidi, sotto forma di grasso depositato sotto la cute e dentro l’addome e il torace, intorno ai visceri (diversi chilogrammi);

• proteine, che costituisco muscoli e organi.

Nei primi giorni vengono rapidamente consumate le riserve di zucchero, più facile da utilizzare da parte delle cellule e soprattutto dai neuroni, perché non devono subire molte trasformazioni metaboliche. Le riserve di Glicogeno finiscono in fretta.

Le riserve proteiche, poiché rappresentano la struttura portante dei muscoli e degli organi vitali, vengono salvaguardate e saranno preferite le riserve di grasso.

I lipidi di deposito subiscono una trasformazione che permette alle cellule di “bruciarli” per ottenere Energia sottoforma di molecole che contengono fosforo (ATP). Questa energia sarà poi utilizzata dalle cellule per il funzionamento (contrazione muscolare, secrezione ormonale, impulsi elettrici, ecc…).

L’uso dei grassi di deposito è ottimale se il metabolismo della cellula ha a disposizione una pur minima quantità di zucchero, necessario per innescare la combustione, si dice: “i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati”.

Ma anche in assenza pressoché totale di zuccheri le cellule riescono a utilizzare i grassi con la formazione di alcuni prodotti intermedi chiamati corpi chetonici.

Mano a mano che i grassi di deposito vengono consumati il peso corporeo si riduce.

DIMAGRIRE VELOCEMENTE CON IL DIGIUNO

Si sente spesso affermare che:

• il digiuno non determina efficace perdita di grasso, non è quindi indicato per dimagrire, perché durante il digiuno vengono bruciate soprattutto proteine, e si perde pertanto massa magra;

• il digiuno non determina nemmeno depurazione, perché durante il digiuno si formano e si accumulano nel sangue i corpi chetonici, sostanze tossiche.

In altre parole il corpo a digiuno “impazzirebbe”, accumulando tossine, consumando i componenti più importanti e nobili della struttura vivente e non utilizzando il grasso, che è il materiale di riserva per antonomasia.

Se così fosse il digiuno sarebbe non solo non indicato per dimagrire ma pericoloso.

E’ opportuno fare chiarezza, in modo semplice ma adeguato, su questi argomenti, facendo riferimento alle attuali conoscenze relative alla fisiologia del digiuno, che ogni esperto sarebbe tenuto a conoscere.

1. Le prime 12 ore di digiuno determinano il quasi completo consumo delle riserve di zuccheri e siccome il cervello richiede circa 100 grammi di glucosio al giorno, già dopo 12 ore di digiuno si osserva un notevole consumo di proteine per formare glucosio destinato al cervello.

2. Nello stesso tempo si osserva un notevole aumento dei corpi chetonici, che si formano nel corpo quando mancano gli zuccheri.

Questi processi si intensificano nelle prime 48 ore, ma già al terzo giorno di digiuno si riducono e dal terzo giorno in poi:

• il consumo delle proteine si riduce progressivamente fino a raggiungere livelli bassissimi

• il consumo dei grassi aumenta fino a diventare la fondamentale fonte di calorie per il corpo

• i corpi chetonici non aumentano più e si mantengono ad un valore costante.

Queste variazioni si spiegano con il verificarsi di alcuni adattamenti fisiologici poco noti, ma accertati scientificamente e che tutti gli studiosi del digiuno e della fisiologia in generale conoscono:

• quando i corpi chetonici hanno raggiunto nel sangue un valore soglia il cervello non richiede più zuccheri, ma utilizza per i suoi fabbisogni energetici i corpi chetonici. In questa nuova condizione i corpi chetonici non si possono più considerare accumuli tossici, ma sono diventati nutrienti necessari.

• le proteine non vengono più utilizzate per formare glucosio, dal momento che il cervello non li richiede più, e il loro consumo si riduce al minimo.

• i grassi diventano praticamente l’unica fonte energetica per le necessità del corpo, cosa che del resto corrisponde al loro ruolo di materiale di riserva per eccellenza.

Questo rende possibile al corpo con sufficienti riserve di grasso di far fronte senza squilibri a lunghi digiuni: il corpo è pertanto “pronto” al digiuno, come è ovvio: il digiuno infatti tra gli esseri viventi è un evento che si può verificare facilmente e sarebbe assurdo che il corpo non potesse affrontate tale circostanza.

ADATTAMENTO AL DIGIUNO

Gli animali digiunano in varie circostanze: malattie, ferite, mancanza di cibo, letargo, migrazioni, metamorfosi.

Il corpo umano, come quello di molti altri mammiferi, sa riconoscere e adattarsi al digiuno.

Descriveremo adesso come il digiuno non solo è una condizione alla quale il corpo sa adattarsi, ma è una condizione che può essere ideale perché il corpo possa dimagrire, disintossicarsi e rigenerarsi. Il digiuno può essere completo (si beve solo acqua naturale circa 1,5 litri al giorno) o modificato (viene garantito l’apporto proteico minimo per il ricambio cellulare e raccomandato dall’OMS 0,7-1 gr per chilo di peso ideale).

Digiuno modificato

Viene ottenuto comunemente garantendo l’apporto minimo giornaliero di proteine raccomandato dalla OMS nonché vitamine e minerali.

Ciò può essere realizzato con la “dieta proteica”.

Molti autori hanno provato a modificare il digiuno totale per conservare l’efficacia senza avere rischi. Questo il caso di APFELBAUM nel 1967 a Parigi. Nel 1973, BLACKBURN, ricercatore all’Istituto della Tecnologia del Massachussets, mostra che un regime a basse calorie (circa 500 Kcal al giorno), unicamente a base di proteine, permette di diminuire sufficientemente l’insulina al fine di bloccare la lipogenesi e di far scattare la lipolisi, tutto proteggendo l’attività metabolica dei tessuti nobili ed assicurando un bilancio dell’azoto equilibrato: determina che i bisogni di proteine in casi di digiuno debbano essere di 1.2 gr/kg peso ideale/giorno per le donne e di 1.5 gr/kg peso ideale/giorno per gli uomini per assicurare una bilancia azotata equilibrata.

Questo metodo ha però alcuni svantaggi legati all’assunzione delle proteine sottoforma di normali alimenti in due o al massimo tre pasti al giorno:

• il 30 % circa delle proteine viene consumata per effetto della termogenesi indotta dalla dieta;

• il consumo delle proteine ha intervalli di 12-18 ore di digiuno o assoluto con possibile consumo in tali periodi di proteine muscolari;

• chetogenesi instabile e quindi non costante

• rischio di errori del paziente (assunzioni anche minime di carboidrati) con interruzione del meccanismo metabolico.

LA NUTRIZIONE ENTERALE

Cos’è la nutrizione enterale?

La nutrizione enterale (NE) permette di nutrire artificialmente, attraverso una sonda, tutti coloro che per diversi motivi (anoressia, stenosi o fistole digestive, difetti di deglutizione, ecc.) non possono essere alimentati adeguatamente per via fisiologica. Si chiama artificiale perché vengono utilizzate delle miscele nutritive preparate artificialmente con quantità standardizzate di proteine, glucidi, lipidi, sali minerali, acqua, vitamine e oligoelementi che possono soddisfare totalmente i fabbisogni metabolici dell’organismo. Tale nutrizione è molto ben tollerabile e facilmente gestibile anche a domicilio da personale non sanitario. La NE può essere somministrata 24 ore su 24, in maniera discontinua o ciclica, preferibilmente durante la notte per consentire durante il giorno la massima libertà di movimento. I soggetti sottoposti a NE possono svolgere qualsiasi tipo di attività e, se le condizioni cliniche lo permettono. La durata della NE può essere illimitata e il ripristino dell’alimentazione naturale per via fisiologica non è mai un problema anche dopo periodi molto lunghi.

La NE può essere effettuata attraverso:

– sondino naso-gastrico (Vedi Figura)

– sondino faringostomico

– sondino gastrostomico

– sondino digiunostomico

 

 

Nutrizione Enterale per Sondino Nasogastrico

Sondino naso-gastrico (s.n.g.)

• Viene utilizzato un sondino per NE e non per aspirazione, che è più grande, più rigido e che può dare più frequentemente problemi di decubito sulle mucose; il diametro del sondino è di 6 millimetri e la sua lunghezza di 110 cm.

 

• Il corretto fissaggio del sondino al naso o alla guancia avviene mediante cerotti anallergici e trasparenti .

• Sostituzione periodica del cerotto;

• Fare attenzione e controllare il posizionamento durante le manovre di sostituzione dei cerotti di fissaggio.

• Per verificare eventuali spostamenti può essere utile mettere del nastro adesivo sul sondino come punto di riferimento o tingerlo con un pennarello con inchiostro indelebile.

Modalità di nutrizione enterale con sondino naso-gastrico

La NE può essere somministrata seguendo schemi diversi: pan>

• Con pompa per infusione nsigliabile perché permette una somministrazione costante nelle 24 ore della miscela di nutrienti. In caso di ostacoli all’infusione della miscela o in presenza di batterie scariche le pompe hanno un allarme che segnala il problema. Esistono diversi tipi di pompe, alcune delle quali portatili.

• A caduta

• A boli intermittenti con siringhe di grosso calibro (schizzettoni). E’ consigliata unicamente nella NE di lunga durata, dove lo stomaco e l’intestino si sono abituati a ricevere la NE in tempi brevi con alte velocità d’infusione. Il vantaggio di questo tipo di nutrizione è di ridurre i tempi di somministrazione e di semplificare le modalità di infusione, a fronte di una maggior incidenza di diarrea e vomito.

La nutripompa

La Nutrizione Enterale Domiciliare Aminoacidica deve essere effettuata mediante l’uso di Nutripompe che garantiscono:

• Infusione a velocità costante (80-85 millilitri ora) che permetta la somministrazione della miscela di aminoacidi disciolta in due litri di acqua, nelle 24 ore

• Facilità di trasporto

• Semplicità di utilizzo

• Robustezza.

POMPA FLOCARE INFINITY NUTRICIA

Flocare Infinity è una nutripompa piccola e leggera, è peristaltica e da utilizzarsi solo per uso enterale. Dotata di un’avanzata tecnologia e di memoria, la Infinity è ideale per l’uso a domicilio e negli ospedali. Somministrazione continua:

 Velocità di flusso programmabile da 1 a 400 ml/h con incrementi di 1 ml alla volta

Velocità di flusso e volume somministrato memorizzabili

Autonomia: 24 ore a 125 ml/h (batteria al litio)

Schermo: LCD; ampio display per una più chiara visualizzazione.

 

Funzioni:

Impostazione dose

Sospensione momentanea dell’erogazione

Modifica velocità

Verifica volume somministrato, tempo residuo, batteria residua

Massima impermeabilità (IPX 5)

Sistema anticaduta libera (anti free flow) Morsetto di fissaggio ruotabile.

Sicurezza:

Allarmi:

Presenza di aria

Occlusione

Malposizionamento del deflussore

Fine della dose

Batteria scarica/Batteria guasta Blocco della tastiera Malfunzionamento elettronico.

CLICCA QUI  per visitare il sito Nutricia Italia SpA

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RiabNut

1 anno 6 giorni fa

Come tenere i figli adolescenti lontani da obesità, anoressia e bulimia? Seguendo i cinque consigli forniti dall’American Academy of Pediatrics.

1) Non incoraggiare le diete drastiche perché sono all’origine dei disturbi alimentari. Secondo le ultime stime dell’AAP, infatti, i ragazzi che seguono regimi alimentari restrittivi sono 18 volte più esposti ai rischi, rispetto a chi non li segue, di incappare nell’anoressia.

2) Cercare di pranzare e cenare sempre insieme ai figli. In questo modo, li si abitua a comportamenti alimentari corretti. Che prevedono, tra le altre cose, l’assunzione regolare di porzioni di frutta e verdura.

3) Non insistere con i consigli sul peso perché vengono percepiti negativamente dai ragazzi. Spingendoli a mangiare male per l’ansia, la vergogna o per dispetto.

4) Non scherzare, né offendere sui chili di troppo o sull’eccessiva magrezza. Ed evitare che anche amici e conoscenti lo facciano. Perché, come dimostrato dall’AAP, causa una ferita che spinge all’assunzione di comportamenti alimentari sbagliati anche in età adulta.

5) Promuovere tra i figli l’importanza dello sport e della sana alimentazione senza mettere loro pressioni. È stato dimostrato che in questo modo i teenager sono meno ansiosi, hanno una percezione meno distorta del loro corpo e ne sono più soddisfatti rispetto ai figli di chi insiste con dieta e privazioni.